image1 image2 image3 image4
logo

Luoghi di interesse

 

ROCCA DEI BORGIA

Circondata da possenti mura, è attraversata dall'antica via Amerina. Nelle sue fondazioni, i resti del periodo tardo-etrusco e romano. La Rocca venne completamente riprogettata nel XV secolo da Antonio da Sangallo il vecchio, che da edificio strettamente militare, a difesa della città, inserirà il palazzo residenziale, per ospitare la corte del neonato ducato di Nepi. Suoi ospiti furono nelle varie epoche Lucrezia Borgia, suo Fratello "Il Valentino", ed i papi Alessandro VI e Paolo III. I Bastioni di epoca Farnesiana, progettati intorno al 1540 da Antonio da Sangallo il Giovane su commissione della famiglia Farnese, furono definiti dal Vasari nelle sue "Vite", opera "inespugnabile e bella" ed offrono uno dei più compiuti esempi di "fortificazioni alla moderna".
Wikipedia - La Rocca dei Borgia

 

CATACOMBE SANTA SAVINILLA

E’ un complesso cimiteriale tardoimperiale posto nei pressi dell'attuale camposanto. Vi si accede dalla chiesa di San Tolomeo alle Sante Grotte, edificio ricostruito nel XVII secolo. Esso si compone di tre lunghe gallerie scavate nel locale tufo. È considerato uno dei maggiori e più importanti complessi funerari dell'Italia centrale proprio per la sua monumentalità. Lungo le pareti si affastellano sepolture appartenenti a varie tipologie: arcosoli, loculi, tombe "a mensa". Numerose sono anche le tombe dette "formae", che occupavano il piano pavimentale. In corrispondenza di alcune sepolture, si notano ancora lacerti di affreschi di epoca tardo imperiale e altri risalenti al XIII secolo, segno che in epoca medevale il luogo era ancora ampiamente frequentato.

 

IL DUOMO

Secondo un'antica tradizione sorgerebbe nel luogo un tempo occupato dal tempio pagano dedicato a Giove. Vero è che nelle adiacenze si trovava il foro di epoca romana. Scavi condotti nell'area dell'ex Vescovado, attiguo alla cattedrale stessa, hanno attestato il persistere del carattere socio-religioso di questa parte di città in questi ultimi due millenni di storia. Un primo edificio di culto era già presente nel V secolo. Saccheggiato e distrutto nel 568 durante le guerre tra Longobardi e Bizantini, era di nuovo funzionante nel IX secolo. Ingrandita e abbellita nell'XI e XII secolo, si arricchisce in questo periodo della splendida cripta. Illustri Vescovi di questa Cattedrale sono stati San Pio V (1556/61) e San Carlo Borromeo (1564), Amministratore Apostolico della Diocesi di Nepi e Sutri. Tra il 1680 e il 1752, vengono aggiunte la IV e la V navata. Il 2 dicembre 1798 l'edificio viene incendiato dalle truppe Napoleoniche. Ricostruita nuovamente tra il 1818 e il 1840. Wikipedia - Il Duomo di Nepi

 

LA CHIESA DI SAN BIAGIO

La Chiesa di San Biagio, probabilmente una delle più antiche della città. Dichiarata MONUMENTO NAZIONALE, esisteva già nell'anno 950. Ad aula unica, con presbiterio rialzato al di sopra della cripta. Rimarchevoli sono le decorazioni fitomorfe degli stipiti, mentre l'architrave è ricavato da un sarcofago tardoimperiale. Attigua a questo insigne monumento, è la Chiesa della Madonna delle Grazie. Ad unica navata, ha il presbiterio chiuso da una cancellata risalente ai primi anni del '900. Sotto la cantoria all'ingresso, l'acquasantiera è costituita da un cippo funerario tardoimperiale. La facciata, conserva un bel portale romanico in travertino e peperino, sottolineato da due agili colonnine addossate alla strombatura.

 

LA CHIESA DI SAN ROCCO

La chiesa di San Rocco di Nepi è databile quasi sicuramente al 1467, quando la popolazione del paese chiese l’intercessione del santo per superare un’epidemia di peste scoppiata in quell’anno e fece voto di costruire una cappella in suo onore; ne abbiamo notizie dal Diario Nepesino di Prete Antonio di Ser Antonio Lotieri de Pisano. Una testimonianza del 1563, dal Libro dei Consigli Comunali, ci parla poi di una festa celebrata solennemente ogni anno nel mese di agosto in onore di San Rocco. La chiesa, di grande valore simbolico per i nepesini, ha una facciata semplice e spoglia, su cui spicca il bel portale in peperino; conserva al suo interno un affresco del XV secolo, raffigurante San Rocco e scene della sua vita. Interessante, oltre che per la sua preziosità, per le didascalie in lingua volgare al di sotto di ogni scena. Di notevole esecuzione, la grottesca che incornicia tutto l'affresco.

 

LA CHIESA DI SAN VITO

Situata in prossimità della Rocca Borgiana, nel cuore del quartiere che più di ogni altro, mostra ancora intatto il carattere medievale della sua urbanistica, risulta esistente per la prima volta in un documento del 1463 allorchè, in occasione del rifacimento del tetto della Cattedrale, furono utilizzate le tegole della Chiesa di San Vito. L'edificio, però, è senz'altro più antico, come dimostrano gli affreschi conservati all'interno, databili al XII-XIII secolo. La facciata, è molto semplice, caratterizzata dal piccolo campaniletto a vela. Il portale è caratterizzato da materiale lapideo erratico d'epoca medievale. L'interno ad aula unica, conserva l'antico pavimento in cotto e numerosi affreschi ascrivibili a varie epoche. Sulla parete sinistra Una sacra conversazione, Maria col bambino e i Santi Vito e Modesto, del XVI secolo. L' affresco oggi staccato, era originariamente situato dietro l'altare. Sulla parete di fondo invece i resti di affreschi del XII-XIII secolo: Una crocifissione; Una Madonna con Bambino e i Santi Vito e Modesto, e un San Luca Evangelista del XVI secolo.

 

Il  Complesso archeologico  dei Tre Ponti e la  Via  Amerina

La necropoli di "Tre Ponti". Posta al confine tra i comuni di Nepi, Fabrica di Roma, Castel Sant'Elia e Civita Castellana, si estende lungo il percorso dell'antica via Amerina, della quale si conservano ancora i resti di tre ponti di cui uno ancora intatto, risalenti al III secolo a.C. La necropoli, che ebbe genesi nello stesso periodo, era luogo di sepoltura per la città di Falerii Novi, insediamento costruito dopo la conquista romana del territorio falisco. Numerose sono le sepolture a dado, a portico, a colombario a camera, arcosoli e una piazzola sacra, dove si concentrano gli imponenti resti di alcuni mausolei. Tipologie che mostrano ancora il permanere delle soluzioni architettoniche tipiche delle popolazioni preromane, innestate poi in quelle che sono le soluzioni tipicamente romane, come i mausolei appunto. Ricche soluzioni scenografiche saranno allora adottate con la conquista romana, come ad esempio le false murature, le lesene e i capitelli, scolpiti direttamente nel tenero tufo locale. Rimarchevoli sono i resti in alcune sepolture di parte dell'intonaco originario, con ancora evidenti i pigmenti della decorazione parietale. Un percorso immerso nella natura incontaminata, ricco, oltre che di storia, di vie cave e stupendi paesaggi.

 

Testi e fotografie di Fabio Pugliesi

 

Latte di Nepi

 

 PARTNER UFFICIALE

Industria Prodotti
Agroalimentari

Acqua di Nepi

FuoriPorta

il viaggio fra le tradizioni
del nostro Paese.

F.I.G.S.

Federazione Italiana Giochi Storici

Copyright© 2013-2014 Ente Palio del Saracino.