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La Contrada di San Biagio fonda la sua bellezza sulla particolarità che la pone nella parte più antica di Nepi e che quindi non fa altro che riemergere da un passato che riaffiora nella genuinità dei luoghi, della sua gente concreta con la volontà di donarti un’ incontro caro tra le sue piazzette e gli storici vicoli, in quell’atmosfera piacevole delle sue vedute panoramiche con il Monte Soratte e la Valle Suppentonia che la circondano da un lato... 
È un sogno che ha ripreso vita più di vent’anni fa con il primo periodo durissimo sotto la guida del prode Priore Oscar Moscatelli con la leggiadra Priora Lucia che hanno tracciato la via fino al passaggio di ruolo con l’attuale Priore Marcello Cernetti con al fianco, prima la dolcissima Erika e ora, la freschissima, bella e valente Veronica che, emozionatissima, si accingerà a guidare questa Contrada forte dei suoi sette Palii vinti oltre ad aver conquistato molteplici vittorie nei caratteristici giochi popolari e nell’ energica corsa agli arieti. La squadra dei musici si è assicurata inoltre, per tre volte di fila, sulle cinque disputate, il premio della gara adibita ai tamburini. È una gioia condividere con i contradaioli, i fantastici musici, le valenti cuoche, i maghi delle griglie, la meravigliosa gioventù che serve tra i tavoli, le sarte che fanno i miracoli, i levrieri dell’ariete, gli arcieri e i cavalieri che si alternano nella sorte... Questo.. “Sacrificio piacevole”.. Condito da moccoli, fatica, sudore, impegno, ma anche da tanto cuore e voglia di dire, guardandosi negli occhi: Viva San Biagio! Viva Nepi! Viva il Palio!.. E tutti coloro che con il loro impegno vero, sotto qualsiasi bandiera, lo amano e lo hanno amato come Sandro, Alfio, Fulvio, Luciano e tanti altri che ci guardano ormai dal cielo... Onore al loro ricordo!
Entrando nel borgo antico di San Biagio, ci si ritrova in un ambiente che cattura l’anima, con la sua Chiesa, già Monumento Nazionale, e i suoi antichi e grandiosi palazzi, carichi di storia, su cui hanno lasciato la propria impronta artisti come Antonio da Sangallo il Giovane e Giovanni Antonio Garzoni da Viggiù, il cui vero nome è Antonio Cordini. 
Lo stemma della Contrada è quello della famiglia Orsini, duchi di Nepi, che ebbero la concessione del territorio in epoca feudale. 
L’araldica, costituita da bande rosse e argento, comprende sulla parte superiore una rosa canina a tinte rosse, e nel mezzo una fascia giallo oro  contenente un anguilla di color verde (data la signoria sulla città di Anguillara in epoca medievale). 
La selvatica rosa canina posta in cima è in genere simbolo di bellezza mentre l’ anguilla nel mezzo ha il valore di “arma parlante”. Sono proprio il bianco e il rosso i colori della Contrada. I costumi, realizzati dalle sapieti mani delle sarte della Contrada, sono ispirati ai quadri del grande pittore Piero della Francesca. 
Tutto ciò è l’orgoglio di questa bellissima realtà, frutto dell’umile, volenterosa, volontaria e operosa  voglia di ogni contradaiolo, qualsiasi ruolo esso ricopra, che cerca nel piacere del gradito avventore il suo giusto compenso a tanta fatica sotto i colori bianco e rosso del suo vessillo.

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