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Stefano Piacenti

Il consulente artistico del Palio dei Borgia si racconta

 

Ha firmato ottanta regie musicali, affrontando tutto il repertorio melodrammatico e una ventina nel teatro di prosa che lo vedono presente in importanti teatri italiani ed esteri. Ha fondato, diretto o fatto parte di importanti compagnie e istituzioni di prosa e musicali. Ha dato alle scene altri lavori originali e ha tradotto e messo in scena diversi autori di lingua inglese e francese. Ha pubblicato con diverse case editrici libri di saggistica e suoi testi drammatici. E' docente di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Roma. Partecipa come docente di arte scenica a importanti stage e master di prosa e opera lirica. È presente quale opinionista teatrale in diverse trasmissioni televisive. Dirige il Centro Attività e Studi Teatrali della Tuscia. Lui è Stefano Piacenti, il direttore artistico del Palio dei Borgia a Nepi. 

È un onore per l’Ente Palio potersi avvalere della professionalità di un docente dell’accademia con la tua esperienza. Cosa ti ha portato ad accettare la proposta?

Intanto l’insistenza cordiale e di stima di alcuni amici all’interno dell’Ente Palio, poi una assidua frequentazione artistica e familiare con la città di Nepi. Ma più che la mia qualifica di docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, ha giocato un ruolo importante la mia professione di regista teatrale, soprattutto d’opera, che mi ha portato in circa quarant’anni di attività a mettere in scena kolossal operistici in tre continenti, nei più importanti teatri e soprattutto in luoghi extrateatrali o per niente destinati ad uso scenico muovendo grandi masse di interpreti, come ad esempio l’Aida di Verdi sui luoghi originali in Egitto della vicenda con l’Arena di Verona. Ma non solo. Sebbene non in veste di regista, ho accumulato una serie di esperienze nel campo del teatro della festa, oggi materia acclarata e legittimata, anche da un corso accademico, come ad esempio il Carnevale di Viareggio o la partecipazione qui a Nepi ai palii del 2013 e del 2014 in veste di attore, che sicuramente mi torneranno utili in questa avventura nepesina. Accettare l’incarico di Consulente Artistico del Palio dei Borgia mi è sembrata dunque una bella sfida ricca di stimoli.

Quali sono le novità del Palio 2016?

Le novità non sono eclatanti ma spero significative. Io ovviamente ne sono convinto, ma anche coloro che le hanno approvate e autorizzate, i Consiglieri, evidentemente l’hanno pensata allo stesso modo. Intanto abbiamo cominciato con l’iniziare a svecchiare il parco costumi, soprattutto del gruppo denominato “la corte”. Qui la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, grazie all’entusiastica adesione da parte della sua Direttrice, Prof.ssa Tiziana D’Acchille, è stata decisiva. Indetto un apposito concorso tra gli studenti di Scenografia e di Moda, ne è risultato vincitore un costume per Lucrezia Borgia veramente bello che spero incontri anche il favore popolare. Ma anche altri costumi degli anni passati hanno subito un’operazione di restyling che ne avvierà il definitivo riallestimento negli anni a venire, sperando sempre nelle adeguate coperture finanziarie. Poi c’è stato il tentativo di “raddrizzare” drammaturgicamente eventi come la sommossa popolare con la relativa gara degli arieti, e il gioco degli scacchi viventi, con l’inserimento di episodi teatrali che li ravviveranno e li renderanno sicuramente meglio apprezzati e fruibili soprattutto dal pubblico dei turisti. Lo stesso corteo storico in notturna prevede delle piccole novità in tal senso e il “controllo” di una Commissione di Qualità, composta tutta da docenti specializzati nel settore o da professionisti di livello internazionale, che giudicherà in senso estetico la miglior Contrada. Ma la cosa forse più “chiccosa” è stata la composizione di un inno del Palio, testo e melodia di Rita Eligio, orchestrazione del M° Antonio Arena, musicista romano esperto in musica per l’immagine (RAI, Mediaset, Sky, etc.), che verrà eseguito per la prima volta alla fine del Corte dell’11 giugno. E poi tanti altri piccoli interventi che renderanno sicuramente meno farraginoso lo scorrere degli appuntamenti.

Quale è il tuo rapporto con il territorio?

Abito nella Tuscia da più di trent’anni e queste realtà mi sono ormai pienamente care. Con Nepi in particolare condivido una serie di amici e mia figlia si è anche sposata con un ragazzo di qui, dandomi già un nipotino e un altro è in arrivo. Più legato di così….

Il lavoro nei piccoli territori è molto spesso un momento di grande arricchimento umano. Cosa ti ha dato questa nuova esperienza professionale?

Non c’è dubbio che i piccoli centri sono e saranno la ricchezza di un’Italia sempre più connessa e, direi, compromessa con la globalizzazione. La difesa delle identità locali, col tutto il portato di tradizioni, usi, arte, culinaria, insomma di quello che più propriamente chiamiamo “cultura”, è fondamentale per spiccare un salto generoso al di là delle “barricate” rappresentate dai problemi internazionali che ormai rimbalzano fatalmente anche sulle piccole dimensioni territoriali. Va da sé che contribuire col proprio lavoro qualificato alla salvaguardia di queste culture locali è senza dubbio l’uso migliore delle proprie capacità professionali ed un innegabile arricchimento personale.

Chi sono le persone a cui ti sei affezionato e perché?

Stilare una classifica, in tal senso, sarebbe ingeneroso per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono entrati progressivamente nel cerchio della mia vita privata e professionale in modo estremamente esponenziale nel senso della stima e degli affetti.

Proseguirai il lavoro con l’Ente Palio?

Questo dipenderà ovviamente dai risultati e dalla voglia di chi ha in mano le redini del Palio di volermi rinnovare il mandato. Certo è che a me non potrà che fare piacere consolidare un lavoro che è iniziato quest’anno ma che ovviamente ha bisogno di un certo respiro nel tempo. Vedremo…

 

Stefano Piacenti

 

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